Il corso si propone di fornire, alle Polizie Locali e a tutti gli uffici comunali, conoscenze aggiornate e strumenti operativi per riconoscere i fenomeni di riciclaggio collegati alle attività e ai procedimenti di competenza, collaborando in modo efficace con gli uffici dell'ente, l'UIF, la Guardia di Finanza e la Procura.
Quadro normativo aggiornato
• Evoluzione della normativa europea
- Direttiva (UE) 2015/849 (IV Direttiva AML) e successive modifiche (AMLD V e
VI): logica di prevenzione, soggetti obbligati, nozione di rischio.
• Normativa nazionale
- D.Lgs. 231/2007: struttura, finalità preventive, collegamento con il codice
penale (riciclaggio, autoriciclaggio, impiego di denaro di provenienza
illecita).
- Estensione degli obblighi agli uffici delle pubbliche amministrazioni ex art.
10 (autorizzazioni, concessioni, appalti, contributi, ecc.).
• Il ruolo dell'UIF (Unità di Informazione Finanziaria per l'Italia)
- Compiti, flussi informativi, indicatori di anomalia, quaderni UIF e istruzioni
alle PA.
• Collegamento con anticorruzione, trasparenza e PNRR (fondi, bandi, procedure
semplificate ad alto rischio di infiltrazione).
Attività: breve mappa concettuale condivisa (chi fa cosa: UIF, GdF, Procura,
uffici comunali, Polizia Locale).
Aree di rischio nei Comuni e ruolo della PL
• Aree di rischio negli enti locali
- Urbanistica ed edilizia: cambi di destinazione d'uso, ristrutturazioni di
pregio prive di coerenza con la situazione economica del soggetto.
- Autorizzazioni commerciali e di pubblici esercizi: aperture/cessioni rapide,
catene di subentri, attività “a rischio” (bar, money transfer, sale e scommesse,
compro oro, phone center).
- Appalti pubblici e affidamenti diretti: ribassi anomali, rotazione solo
apparente, subappalti non giustificati.
- Contributi pubblici, bandi e sovvenzioni: beneficiari ricorrenti, società di
nuova costituzione, collegamenti familiari o societari sospetti.
- Tributi locali e riscossione coattiva: pagamenti in contanti di importo
rilevante, soggetti che saldano debiti di terzi senza chiara motivazione.
- Uso del contante nei rapporti con la PA: limiti, frazionamenti artificiosi,
pagamenti “spezzati” per evitare controlli.
• Dove entra in gioco la Polizia Locale
- Controlli su esercizi, cantieri, occupazioni suolo pubblico, mercati,
commercio su aree pubbliche.
- Interazioni con uffici commercio, urbanistica, tributi e SUAP: flusso
informativo bidirezionale, segnalazioni interne.
Attività: discussione guidata su 2–3 casi tipo di attività commerciali “anomale”
emersi nella realtà dei Comuni.
Il ruolo operativo della Polizia Locale
• Controlli su esercizi commerciali e attività sospette
- Indicatori di anomalia da osservare durante i controlli (assenza di clientela,
incongruità tra fatturato presumibile e struttura dei locali, presenza di
soggetti “ombra”, uso frequente di contante, doppia contabilità “di fatto”).
- Focus su alcuni settori sensibili:
• Compro oro e operatori professionali in oro.
• Bar, sale giochi, sale scommesse, money transfer.
• Attività con forte circolazione di contante.
• Indagini delegate e coordinamento con altre autorità
- Rapporti con Guardia di Finanza: deleghe, richieste di accertamenti, invio di
informative qualificate.
- Rapporti con Procura della Repubblica: notizia di reato, informazioni
supplementari, supporto nelle indagini di polizia giudiziaria.
- Collegamento con ANAC, Prefettura (interdittive antimafia) e organismi interni
di controllo.
• Schemi tipici di riciclaggio osservabili dalla PL
- Immobili: intestazioni fittizie, società schermo, acquisti/locazioni
incongrui.
- Distribuzione di utili attraverso pseudo-stipendi, fatturazione falsa,
sovrafatturazioni e forniture “di comodo” a società legate alla criminalità.
- Esempi di autoriciclaggio legati ad attività commerciali locali.
Attività pratica: analisi guidata di 2 casi reali di controlli di Polizia Locale
che hanno portato a segnalazioni o indagini per riciclaggio.
Come e quando segnalare (SOS, comunicazioni, responsabilità)
• Che cos'è una Segnalazione di Operazione Sospetta (SOS)
- Definizione, struttura, destinatari (UIF), canali di trasmissione, indicatori
di anomalia.
- Differenza tra SOS inviata dal “gestore antiriciclaggio” del Comune e
segnalazioni/informative provenienti dalla Polizia Locale.
• Chi può e deve segnalare
- Obblighi degli uffici ex art. 10 D.Lgs. 231/2007 (dirigenti e personale
coinvolto nei procedimenti).
- Ruolo del Responsabile/gestore antiriciclaggio dell'ente, rapporti con RPCT e
DPO.
- Posizione della Polizia Locale: flussi interni verso il gestore AML, notizie
di reato verso l'Autorità Giudiziaria, informative a GdF.
• Modalità operative per l'invio delle segnalazioni all'UIF da parte del Comune
- Procedura interna tipo: raccolta segnalazione interna, valutazione, decisione
di invio SOS, conservazione della documentazione.
- Cenni ai sistemi informatici di invio, alla tracciabilità e alla riservatezza.
• Tutela del segnalante e responsabilità
- Tutela della riservatezza del segnalante (interno) e separazione tra SOS e
accesso agli atti.
- Responsabilità penale in caso di omissione di atti dovuti, concorso nel reato,
favoreggiamento.
- Collegamento con il whistleblowing e canali interni di segnalazione protetta.
Attività pratica:
• Simulazione di un flusso informativo: l'operatore di PL che, dopo un controllo
su un compro oro, compila una scheda interna da inviare al gestore
antiriciclaggio/dirigente di riferimento.
Laboratorio, casi pratici
• Lavoro su 2 scenari tipici:
- Scenario 1: nuovo bar con volumi di denaro incoerenti, controlli ripetuti di
PL, presenza di soggetti pregiudicati.
- Scenario 2: compro oro con passaggi di proprietà frequenti e continue
movimentazioni di contante.
• Per ciascuno scenario:
- individuare gli elementi di rischio osservabili dalla Polizia Locale;
- decidere quali atti e comunicazioni attivare (informativa a GdF, notizia di
reato, flusso interno verso uffici competenti/SOS).
Comandi Polizia Locale – Uffici comunali – Segretari comunali
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| 4 novembre 2026 | ||||
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