Il corso si prefigge l'obiettivo di trasformare l'impianto da “telecamere che registrano” a vero sistema di sicurezza urbana integrato, conforme a GDPR, Direttiva polizia, cybersecurity, AI Act e normativa nazionale recente.
Visione strategica e governance
• Perché molti impianti non funzionano “quando servono”: errori tipici di Comuni
e Comandi (assenza di policy, formazione minima agli operatori, nessuna verifica
periodica delle immagini).
• Videosorveglianza come “sensore” del sistema di sicurezza urbana: integrazione
con:
- pattuglie sul territorio,
- varchi elettronici, lettura targhe, controlli ambientali (rifiuti, “Terra dei
fuochi”),
- reti radio, pronto intervento, protezione civile.
• La cabina di regia: chi decide cosa si riprende, perché, per quanto tempo, con
quali indicatori di efficacia (KPI: reati accertati, tempi di intervento,
contestazioni CdS, ecc.).
Attività pratica brevemente discussa:
• Analisi guidata di una mappa cittadina: dove avrebbe senso posizionare
telecamere “intelligenti” in logica di prevenzione e non solo repressione.
Modello ibrido GDPR / Direttiva polizia
• Doppio cappello dell'ente locale:
- videosorveglianza in ambito amministrativo (sicurezza urbana, patrimonio,
traffico): GDPR;
- videosorveglianza nell'attività di prevenzione, indagine, accertamento reati:
Direttiva polizia / normativa nazionale di recepimento.
• Ruoli e responsabilità:
- Ente locale titolare vs Comando di Polizia Locale come struttura operativa,
- DPO, responsabili esterni (fornitori ICT e manutentori), amministratori di
sistema.
• Documentazione che manca quasi sempre ma è cruciale:
- atti organizzativi interni (ordini di servizio, istruzioni scritte agli
operatori),
- registri delle operazioni di visione/estrazione immagini,
- policy su chi può accedere, quando, e per quali finalità.
• DPIA specifiche per videosorveglianza urbana, valutazioni di impatto richieste
dal Garante, caso in cui l'uso si estende a tecnologie “intelligenti”.
Esercizio:
• Costruzione di una check-list minima di documenti che un Comandante dovrebbe
avere sul tavolo per dichiarare “il sistema è sotto controllo”.
Uso avanzato operativo, AI e analisi video
• Dall'impianto tradizionale al sistema “intelligente”:
- motion detection evoluta, rilevazione automatica eventi, lettura targhe,
people counting, heatmap, correlazione eventi.
• AI e videosorveglianza:
- funzioni già oggi presenti sul mercato (riconoscimento pattern
comportamentali, oggetti abbandonati, anomalie),
- rischi di profilazione, identificazione biometrica, falsi positivi e loro
impatto su libertà fondamentali.
• Limiti e cautele con AI Act e normativa privacy:
- divieti e restrizioni su identificazione biometrica da remoto in tempo reale
nello spazio pubblico,
- necessità di scelte verificabili, auditabili, documentate (principio di
accountability).
• Uso “forense” delle immagini:
- catena di custodia digitale, estrazione corretta delle clip, hashing, copie
per PG/AG, registri delle operazioni,
- errori tipici: sovrascrittura, consegna in formati non leggibili,
manipolazioni inconsapevoli (compressioni, esportazioni multiple).
Micro-laboratorio
• Simulazione: richiesta immagini dalla Procura su un evento avvenuto 20 giorni
prima, con telecamere a rotazione e retention 7 giorni; discussione su cosa si
poteva prevedere (policy, tempi, allarmi di malfunzionamento).
Cybersecurity, continuità operativa e log
• Telecamere e NVR come “porte d'ingresso” per attacchi:
- rischio di compromissione tramite apparati non aggiornati, password deboli,
accessi remoti non protetti.
• Misure minime che un Comando dovrebbe pretendere:
- segmentazione di rete, aggiornamenti firmware, gestione credenziali,
autenticazione forte, log di accesso,
- verifica periodica dei privilegi degli utenti sistema.
• Continuità operativa:
- cosa succede se il sistema cade durante manifestazioni, eventi, emergenze,
- procedure per gestione guasti, test periodici delle registrazioni, report
mensili sullo stato dell'impianto.
• Coordinamento con piani di sicurezza comunali:
- integrazione videosorveglianza con piani di protezione civile, grandi eventi,
sicurezza urbana integrata.
Attività:
• Costruzione di una semplice “scheda di controllo mensile” che il Comandante
può richiedere al referente interno o al fornitore.
Casi critici e toolkit del Comandante
Casi da discutere:
• Telecamere richieste da cittadini/commercianti e gestite in convenzione con il
Comune: chi è titolare, chi è responsabile, chi guarda cosa e quando.
• Videosorveglianza scolastica, impianti nei parchi, campi nomadi, aree
sensibili: proporzionalità, minimizzazione, informazione.
• Accesso alle immagini da parte di altri uffici comunali (tecnico, tributi,
sociale): limiti, ruoli, canali autorizzativi.
• Uso congiunto con droni/UAS per controllo del territorio: coordinamento con
ENAC, privacy, responsabilità operative.
Toolkit finale per i Comandanti:
• Schema di governance dell'impianto (chi fa cosa).
• Elenco minimo degli atti organizzativi necessari.
• Check-list DPIA/videosorveglianza “intelligente”.
• Schema di catena di custodia delle immagini.
• Scheda mensile di controllo tecnico-organizzativo.
Comandi Polizia Locale - Uffici tecnici – Referenti videosorveglianza e privacy
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| 25 novembre 2026 | ||||
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