Dopo la sua codificazione ad opera dell'art. 5 del d.lgs. n. 50/2016 e le importanti specificazioni operative contenute nell'art. 16 del d.lgs. n. 175/2016, l'affidamento in house è stato configurato come processo articolato, che si fonda su una serie di requisiti essenziali che devono essere riconosciuti (attraverso un procedimento specifico che comporta l'iscrizione degli enti affidanti in un elenco specifico tenuto dall'Anac).
La giurisprudenza nazionale ha inoltre recepito la consolidata linea interpretativa della Corte di Giustizia Ue, che lo configura come soluzione eccezionale rispetto alla gara e al PPP mediante società mista per l'affidamento di servizi.
Il seminario consente ai partecipanti di acquisire tutti gli elementi utili a configurare i requisiti essenziali per l'in house, anche in relazione a organismi partecipati da più amministrazioni pubbliche, traducendoli in esempi di strumenti operativi (clausole, schemi, modelli).
Nota bene: il webinar è parte di un percorso modulare, che comprende anche un altro seminario, nel quale è preso in esame il processo formativo della verifica della congruità economica dell'affidamento rispetto al mercato e delle clausole del contratto di servizio che caratterizzano il rapporto.
Corso “open”: data la sua particolare impostazione operativa, al corso possono partecipare sia operatori specializzati sia operatori con media esperienza nella gestione dei rapporti con gli organismi partecipati.
Prima parte
Configurazione
dell'in house e valutazione di congruità rispetto al mercato
La configurazione dell'in
house: • Il modulo dell'in house providing come soluzione “eccezionale” per
l'affidamento di servizi: la posizione della Corte di Giustizia Ue e il suo
“recepimento” dalla giurisprudenza amministrativa • Gli elementi caratteristici
dell'in house e il suo utilizzo per l'affidamento diretto di servizi a società e
ad altri organismi partecipati • La connotazione dell'in house come modulo
organizzativo che deve essere effettivo (le indicazioni della giurisprudenza).
Il percorso per l'affidamento
in house – l'iscrizione nell'elenco degli enti affidanti presso l'Anac: •
L'obbligo di iscrizione all'elenco degli enti affidanti • Il riferimento a tutti
i rapporti di in house providing, anche con organismi partecipati con
configurazione diversa da quella societaria • Le linee-guida Anac n. 7 • Focus
sugli elementi dimostrativi del controllo analogo nelle sue tre configurazioni
temporali • Le differenti connotazioni del controllo analogo in relazione ai
gradi di rapporto tra l'affidatario e l'ente di riferimento • La
formalizzazione dell'affidamento diretto in house: esempi di atti.
Seconda parte
Il requisito
organizzativo: il controllo analogo
Come definire regole e
strumenti per il controllo analogo: • La natura “eccezionale” del controllo
analogo e la sua differenza dal controllo pubblico: gli elementi evidenziati
dalla giurisprudenza (Consiglio di Stato 6460/2020) • Le clausole “speciali” che
possono essere inserite negli statuti per ottimizzare il controllo analogo (es.
la previsione di un organismo speciale di controllo) • Esempi di clausole
particolari regolative delle modalità di esercizio del controllo analogo, anche
in forma congiunta tra più soci pubblici • Alcune peculiarità relative alle
società a responsabilità limitata • Le decisioni dei soci su materie speciali
con voto capitario: esempio di clausole statutarie • La regolazione del
controllo analogo congiunto mediante i patti parasociali o altri strumenti
pattizi (convenzioni) • Esempio di patto parasociale per società in house
• Altyre soluzioni esterne allo Statuto societario per la gestione del controllo
analogo tra più soci pubblici • Esempio di convenzione per la gestione del
controllo analogo congiunto • Il controllo analogo in relazione
all'esecuzione dei servizi affidati • Esempi di clausole del contratto di
servizio riconducibili al controllo analogo.
Terza parte
I requisiti
funzionali: la partecipazione pubblica totalitaria e l'attività prevalente
La partecipazione pubblica
totalitaria e i possibili soci privati: • Il requisito della totale
proprietà pubblica del capitale sociale • Esempi di clausole statutarie
relative alle tutele del capitale 100% pubblico • Aspetti critici relativi
all'esercizio del diritto di prelazione da parte degli altri soci pubblici •
Esempi di clausole improprie relative al diritto di prelazione • Le ipotesi
nelle quali nelle società in house possono aversi soci privati (le condizioni
definite dalla giurisprudenza in relazione al requisito stabilito dalla legge).
La gestione delle possibili
criticità relative all'attività prevalente: • Gli obblighi specifici
previsti in relazione alla c.d. “attività prevalente” (in particolare per le
società) • La verifica costante delle dinamiche economico-gestionali delle
società in house, per il controllo del mantenimento del requisito della c.d.
“attività prevalente” • Casistica relativa a situazioni nelle quali la società
in house supera il limite per le attività “complementari” • Il percorso per il
ripristino della situazione di prevalenza dell'attività derivante da affidamenti
diretti dei soci pubblici • Errori comuni (affidamenti alla società in house
mediante procedure del codice dei contratti pubblici).
- Amministratori di enti locali, Segretari Comunali e Provinciali, Responsabili Servizio Affari Istituzionali, Responsabili Servizio Controllo /Rapporti con le Partecipate, Responsabili Servizio Finanziario/Ragioneria, Amministratori e dirigenti di società e di altri organismi partecipati
Affidamenti diretti sotto soglia, vademecum ANAC, orchestratore ANAC, MEPA, trattativa diretta, e RDO
Focus sugli operatori economici esteri
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